Benvenuto su Musicisti

Musicisti è la tua piattaforma dedicata alla scoperta di nuovi talenti e alla revisione critica delle leggende della musica. Unisciti a noi per esplorare e condividere passione per la musica.

Scopri di più

Cinque Grammy, un Oscar, due numeri uno. Poi il silenzio delle classifiche e una lunghissima seconda vita. Storia, dischi e retroscena poco noti di uno dei songwriter più sottovalutati d'America.

musicista.top · approfondimento

C'è una fotografia mentale che quasi tutti abbiamo di Christopher Cross: una barca a vela, un tramonto, una voce leggera come una brezza. È l'immagine che gli ha regalato la fama planetaria e, allo stesso tempo, la gabbia da cui non è più uscito. Perché dietro quella voce c'è un chitarrista texano cresciuto a pane e hard rock, capace di scrivere in un pomeriggio una canzone su un condannato in fuga verso il Messico e di suonare, a diciannove anni, sul palco dei Deep Purple.

Questa è la storia della sua produzione, anno dopo anno. Con dentro gli aneddoti che quasi nessuno conosce.

Prima del successo: Chris Geppert e la Flying V

Christopher Cross si chiama in realtà Christopher Charles Geppert, nato a San Antonio, in Texas, il 3 maggio 1951. Figlio di un medico militare — si è definito lui stesso un "army brat", un figlio di caserma — comincia a scrivere canzoni alle medie, suonando la batteria nelle band locali. Passa alla chitarra per pura frustrazione: non riusciva a far capire agli altri musicisti le idee che aveva in testa. Da allora compone sempre e solo con la chitarra in mano.

Si iscrive al San Antonio College con l'intenzione di diventare medico come il padre, ma la musica vince. Negli anni Settanta è il chitarrista di Flash, una cover band di San Antonio: capelli lunghi, Gibson Flying V, amplificatori Marshall e un repertorio che pesca a piene mani nel repertorio dei Deep Purple. Nessuno, in quel locale, avrebbe scommesso un dollaro sul fatto che quel ragazzo avrebbe inventato il suono più morbido degli anni Ottanta.

1979: il debutto che cambia tutto

Firmato dalla Warner Bros. nel 1978, Cross pubblica il 27 dicembre 1979 l'album omonimo Christopher Cross, prodotto da Michael Omartian tra Los Angeles e Austin. La copertina è verde, con un fenicottero rosa dipinto: diventerà il suo simbolo per sempre.

Il disco è un capolavoro di artigianato da studio. Attorno a un esordiente sconosciuto si raduna un cast che oggi farebbe girare la testa a qualsiasi produttore: Michael McDonald e Don Henley ai cori, Nicolette LarsonJ.D. SoutherValerie Carter, e alle chitarre soliste Larry CarltonJay Graydon ed Eric Johnson. Cinque milioni di copie vendute negli Stati Uniti, quattro singoli in classifica, un suono che vent'anni dopo qualcuno avrebbe battezzato yacht rock.

5

Grammy in una sola notte — 25 febbraio 1981

Alla 23ª edizione dei Grammy Awards, Christopher Cross fa qualcosa che non era mai riuscito a nessuno: conquista tutte e quattro le categorie generali nello stesso anno.

  • Record of the Year — Sailing
  • Song of the Year — Sailing
  • Album of the Year — Christopher Cross (battendo, tra gli altri, Pink Floyd e Frank Sinatra)
  • Best New Artist
  • + Best Arrangement Accompanying Vocalist — Sailing

A oggi resta l'unico artista ad aver realizzato quel poker in una sola serata.

1981: l'Oscar e il secondo numero uno

Nello stesso anno arriva la consacrazione hollywoodiana. Per il film Arturo con Dudley Moore, Cross incide Arthur's Theme (Best That You Can Do), scritta a otto mani con tre leggende della canzone americana: Burt BacharachCarole Bayer Sager e Peter Allen. Numero uno in Billboard nell'ottobre 1981, vince il Golden Globe e l'Oscar per la migliore canzone originale. Curiosità: candidata a tre Grammy, quella volta non ne vinse nemmeno uno.

I successi, in ordine

BranoAnnoNota
Ride Like the Wind1980#2 in USA per quattro settimane, bloccato da Call Me dei Blondie. Cori di Michael McDonald.
Sailing1980Primo #1 assoluto. Tre Grammy. La canzone-manifesto.
Never Be the Same1980Terzo singolo dell'album d'esordio, Top 20.
Say You'll Be Mine1981Duetto di fatto con Nicolette Larson.
Arthur's Theme1981Secondo #1. Oscar e Golden Globe.
All Right1983Da Another Page. Usata dalla CBS per i montaggi del torneo NCAA.
No Time for Talk1983Il lato più ritmico del secondo album.
Think of Laura1983#9 in USA. L'ultimo grande successo. E la storia più fraintesa della sua carriera.
A Chance for Heaven1984Tema ufficiale delle Olimpiadi di Los Angeles.

Gli aneddoti che quasi nessuno conosce

1. La notte in cui suonò con i Deep Purple

28 agosto 1970, Jam Factory di San Antonio. I Deep Purple sono in tour con In Rock e hanno due concerti in programma, alle 19 e alle 23. Tra il primo e il secondo, Ritchie Blackmore crolla in corridoio mentre cammina con Jon Lord e finisce in ospedale: un virus, un'afta sotto la lingua, la nostalgia dell'Inghilterra. Il promoter Joe Miller suggerisce il nome del chitarrista locale più bravo in circolazione: Chris Geppert. Il ragazzo arriva con la sua Flying V, suona i pezzi che conosce a memoria e improvvisa qualche blues con la band. All'aeroporto, il giorno dopo, Blackmore lo ringrazia di persona.

Per decenni la storia è stata considerata una leggenda — Jon Lord l'aveva sempre smentita, e Roger Glover dice tuttora di non ricordarla. Poi, nel 2026, in un'intervista a Ultimate Classic Rock, è stato lo stesso Blackmore a confermare tutto. A testimoniare c'era anche Eric Johnson, che quella sera apriva il concerto.

2. Ride Like the Wind è stata scritta sotto acido

Cross l'ha raccontato senza troppi giri di parole: viveva a Houston e stava andando in auto ad Austin per registrare. Bella giornata texana, LSD, e il testo scritto durante il viaggio. Il protagonista è un condannato a morte in fuga verso il confine messicano — un tema western che gli veniva dai film di cowboy della sua infanzia, e decisamente insolito per una radio adult contemporary. Sulla busta interna del disco, il brano è dedicato a Lowell George dei Little Feat, scomparso nel 1979.

3. Come è arrivato Michael McDonald

Il merito è del produttore Michael Omartian, che conosceva McDonald dai lavori con gli Steely Dan. McDonald si offrì di fare qualche coro e venne messo su I Really Don't Know Anymore. Solo settimane dopo, lavorando su Ride Like the Wind, capirono che serviva una seconda voce di risposta: richiamarono lui. Quel controcanto è diventato uno dei marchi sonori più imitati — e parodiati — della storia del pop.

4. Gli Steely Dan lo volevano, ma non se ne fece nulla

Pochi lo sanno: Donald Fagen e Walter Becker lo invitarono a suonare la chitarra su un loro disco. L'incontro non si concretizzò mai. È forse il più grande "e se..." della sua carriera.

5. Think of Laura non parla della soap opera

Negli Stati Uniti il brano è indissolubilmente legato a General Hospital e ai suoi personaggi. Ma Cross non l'ha mai scritta per la televisione: la canzone è dedicata a Laura Carter, una studentessa della Denison University uccisa da un proiettile vagante. L'autore ha dichiarato di aver trovato inopportuno l'uso fatto dalla ABC, contrario ai desideri suoi e della famiglia della ragazza — anche se, paradossalmente, quell'esposizione contribuì non poco alle vendite.

6. La "maledizione del Best New Artist"

Cross è l'esempio più citato di un fenomeno reale: molti vincitori del Grammy come miglior artista esordiente spariscono dai radar subito dopo. Nel suo caso, però, la spiegazione è meno esoterica. Nel 1981 nasce MTV e la musica diventa un fatto visivo: un cantautore poco telegenico, con la voce di un angelo e nessuna postura da rockstar, semplicemente non aveva posto in quel palinsesto. Aggiungiamoci un gusto pop che stava virando verso la batteria elettronica e il synth, e il quadro è completo.

7. Parodie, Seinfeld e riabilitazione critica

Il controcanto di McDonald in Ride Like the Wind è stato preso di mira dallo show comico canadese SCTV e poi dalla web series Yacht Rock, che negli anni Duemila ha trasformato quel filone in un genere riconosciuto (e amatissimo). In Seinfeld, Newman ingaggia Christopher Cross per la sua festa di fine millennio. Ride Like the Wind è finita nella colonna sonora di Anchorman 2; per 30 Rock Cross ha composto Lemon's Theme.

8. Il maestro nascosto: Joni Mitchell

Cross ha sempre indicato Joni Mitchell come propria mentore, e nel 2017 le ha dedicato un brano strumentale nell'album Take Me As I Am. Nello stesso disco c'è Alvah, dedicata alla memoria di Rob Meurer, tastierista e amico di una vita, morto in un incidente.

9. Il 2020: il Covid e la paralisi

Nell'aprile 2020 Cross contrae il Covid-19. L'infezione innesca una sindrome di Guillain-Barré, malattia rara in cui il sistema immunitario attacca i nervi periferici. Finisce in terapia intensiva paralizzato, incapace persino di girarsi nel letto; anche le mani smettono di rispondere, e per un chitarrista è il peggior incubo possibile. Ne esce dopo dieci giorni di ospedale, poi la sedia a rotelle, il deambulatore, il bastone. Ha raccontato tutto pubblicamente — nonostante le difficoltà di parola e i vuoti di memoria residui — proprio perché la gente sapesse che quella malattia esiste. È tornato a suonare.

La produzione, anno per anno

L'idea che Cross sia stato una meteora è un luogo comune duro a morire: la sua discografia conta una quindicina di album in studio, un'etichetta di proprietà e un pubblico fedelissimo soprattutto in Europa e in Giappone.

  • 1979Christopher Cross — il debutto, 5× platino
  • 1983Another Page — disco d'oro, contiene Think of Laura e All Right
  • 1985Every Turn of the World — svolta più elettronica, nessun Top 40
  • 1988Back of My Mind — chiude il ciclo Warner
  • 1991Rendezvous — grande successo in Giappone
  • 1994Window
  • 1998Walking in Avalon — doppio, studio + live
  • 2000Red Room
  • 2007A Christopher Cross Christmas
  • 2008The Cafe Carlyle Sessions — i classici in versione acustica
  • 2010Christmas Time Is Here
  • 2011Doctor Faith — primo album di inediti dopo undici anni
  • 2013A Night in Paris — live doppio dal Trianon
  • 2014Secret Ladder
  • 2017Take Me As I Am — strumentali con ritornelli cantati, il disco più personale

Da segnalare anche le collaborazioni: la voce solista in So Far Away di Alan Parsons (album On Air), il duetto con gli 'N Sync su Sailing ai Blockbuster Awards del 1999 e, nel 2018, la fondazione dei Freedonia con altri musicisti di Austin, con cui è andato in tour l'anno dopo insieme a Todd Rundgren, Micky Dolenz e Joey Molland dei Badfinger per un tributo al White Album dei Beatles.

Christopher Cross oggi

A 75 anni compiuti, Cross è tutt'altro che in pensione. Nell'estate 2026 è ospite speciale del tour nordamericano dei Toto insieme ai The Romantics: trentadue date partite il 15 luglio da Bethel, New York, fino alla chiusura del 30 agosto a Toronto. Con i Toto è amicizia e collaborazione che dura da oltre quarant'anni, rinsaldata dal 2024 in poi tra Europa, Australia, Nuova Zelanda e Sud America.

Nel frattempo il suo catalogo continua a vivere di vita propria: nel 2026 sono usciti nuovi remix di Ride Like the Wind in chiave house e disco, e la serie The Beauty di Ryan Murphy gli ha dedicato un intero episodio della prima stagione.

Non è mai stato un artista di una canzone sola. È stato un artista di un'epoca sola — che però quell'epoca l'ha definita.

Cinque brani per (ri)cominciare

1. Sailing — la lezione di come si costruisce lo spazio in un arrangiamento.
2. Ride Like the Wind — ascoltatela pensando che è una ballata western.
3. Arthur's Theme — Bacharach in versione anni Ottanta.
4. Think of Laura — ora che sapete a chi è dedicata.
5. Alvah (2017) — per scoprire il chitarrista che non ha mai smesso di essere.

musicisti.top — ritratti, storie e ascolti guidati.

Fonti principali: Wikipedia (edizioni italiana e inglese), Ultimate Classic Rock, Guitar Player, Louder Sound, Songfacts, CBS News, Rock Cellar Magazine, sito ufficiale christophercross.com, Apple Music, Ticketmaster / Live Nation.