Di Redazione Musicisti.top
Nel panorama musicale indipendente campano, poche figure riescono a incarnare il concetto di "eclettismo" come Joseph Bruno. Chitarrista storico della scena cilentana, mente creativa dietro agli Aura e bassista per i Barracca Republic, il musicista di Sapri torna a far parlare di sé con un nuovo capitolo del suo percorso artistico: il JSP Experiment.
Abbiamo raggiunto Joseph per farci raccontare cosa bolle in pentola e come questo nuovo esperimento sonoro si distacchi (o si unisca) alle sue molteplici anime musicali, dal prog-metal al reggae, fino alla new wave.
L'Intervista
Musicisti.top: Joseph, benvenuto su Musicisti.top. Hai alle spalle una carriera che attraversa generi diametralmente opposti, dal metal degli Aura al reggae. Cos'è esattamente il "JSP Experiment" e come si colloca in questo tuo viaggio?
Joseph Bruno: Grazie a voi. Il JSP Experiment non è solo un progetto, è un'esigenza. La musica per me è un universo vasto e non ho mai voluto limitarmi a un solo quadrante. Dopo anni passati a macinare riff distorti con gli Aura o a curare le basse frequenze nel reggae, sentivo il bisogno di uno spazio dove la chitarra potesse essere narratrice assoluta, libera da etichette rigide. JSP sta per la mia identità, ma "Experiment" è la chiave: è la libertà di fondere l'ambient, il rock anni '80 e la new wave in un unico flusso.
MT: Nelle tue produzioni soliste precedenti, come nell'album "Joseph", emergeva una forte componente introspettiva, quasi spirituale. Ritroveremo questa matrice anche qui?
JB: Assolutamente. La mia musica è inscindibile dal mio vissuto e dalla mia visione del mondo, che è profondamente influenzata dalla filosofia buddista. Ogni nota cerca di raccontare un'esperienza, un tentativo di trasformare il "veleno in medicina", per usare un concetto a me caro. Nel JSP Experiment c'è la ricerca del "lato positivo", l'idea che la melodia debba elevare chi ascolta, anche quando nasce da momenti complessi.
MT: Sei un polistrumentista, ma la chitarra resta il tuo primo amore. Che tipo di sound dobbiamo aspettarci da questo esperimento?
JB: Sarà un sound "liquido". I miei riferimenti restano quelli che mi hanno formato: i Police, i primi U2, ma anche le visioni di Alan Parsons. Tuttavia, con il JSP Experiment sto lavorando molto sull'effettistica e sull'ambiente sonoro. Non è virtuosismo fine a se stesso, è ricerca del colore. Voglio che la chitarra disegni paesaggi, non solo assoli.
MT: Sapri e il Cilento sono spesso lo sfondo della tua creatività. Quanto conta il tuo territorio in questo progetto?
JB: Conta tantissimo. Il mare, i tempi dilatati della nostra terra, la bellezza che ci circonda: tutto questo entra nelle registrazioni, anche inconsciamente. Sapri è il mio "grounding", il punto fermo da cui partono le mie esplorazioni sonore.
Perché ascoltare Joseph Bruno?
Lettori di Musicisti.top, in un'epoca di playlist create dagli algoritmi, il JSP Experiment è una boccata d'aria fresca. È la testimonianza di un artigiano della musica che non ha paura di mescolare le carte. Se amate la chitarra che sa essere sia graffiante che atmosferica, e se cercate canzoni che abbiano un'anima e non solo un ritornello, date una chance a questo artista saprese.
Supportiamo la musica indipendente italiana: cercate Joseph Bruno sulle piattaforme digitali e lasciatevi trasportare dal suo esperimento.
